Riminidamare

Le Colonie Marine.

Edifici abbandonati che raccontano un capitolo importante della storia della costa romagnola e che simboleggiano un tipo di vacanza che oggi non c’è più.

Questo rappresentano le Colonie Marine nelle frazioni di Rimini Sud, che ai tempi del fascismo erano vere e proprie cittadelle per il controllo e l’educazione delle nuove generazioni, ma, che in realtà, nacquero ben prima come case di cura per una malattia che nel ’700 divenne una vera e propria piaga sociale, la Scrofolosi.

La scienza pediatrica scoprì, infatti, che l’acqua di mare associata ai raggi solari aveva un effetto benefico su questa patologia che colpiva maggiormente i bimbi che provenivano da contesti molto poveri, fu così che a Viareggio nel lontano 1822 nacque la prima colonia marina per i bambini di strada.

Per tale scopo anche a Rimini, nella frazione di Bellariva, venne realizzata nel 1911, dalle Opere Pie di Bologna e Imola, la prima casa di cura idroterapica per bambini direttamente sulla spiaggia, la Colonia Murri, intitolata al famoso patologo dell’università di Bologna Augusto Murri.

Ieri


Oggi


La connotazione curativa delle colonie mutò profondamente con l’avvento al potere di Mussolini che con la sua linea politica di sostegno alle famiglie meno abbienti  ne fece delle strutture dove i giovani balilla potevano crescere insieme sani e forti grazie al sole, all’aria di mare, all’attività fisica e ai giochi sportivi.

Negli anni ‘30, su iniziativa del P.N.F., delle grandi industrie del nord, delle Federazioni dei Fasci locali e dell’Opera Nazionale Balilla vennero edificate in tutta Italia altre grandi strutture che potevano ospitare fino a 2000 bambini.

Risalgono a questo periodo due imponenti colonie di Rimini (oltre a quelle minori ristrutturate e oggi adibite ad altri usi es. Istituto per il Turismo Marco Polo a Rivazzurra):

Ieri


Oggi


  • La Colonia Novarese (1933 Miramare – Architetto Giuseppe Peverelli)

Ieri

Oggi

Quest’ultima può essere considerata un vero e proprio gioiello dell’architettura moderna  grazie al suo aspetto che ricorda quello di un transatlantico a cinque piani, con una torre littoria di circa 30 mt  su cui erano posti tre fari nelle tonalità del verde, del bianco ed il rosso, ben visibili a distanza. Era fornita allora di tutti i servizi necessari: una palestra, un’infermeria, una spiaggia privata e un terreno annesso di circa 37000 mq.

Dopo la seconda guerra mondiale le colonie marine iniziarono ad essere frequentate da tutti i ceti sociali, anche dai figli degli operai di quelle aziende che ne costruirono delle nuove.

Sul finire del boom economico la loro frequentazione diminuì, questo tipo di vacanza per i più piccoli scomparve e negli anni ’80 e ’90 vennero abbandonate a sé stesse nel degrado più totale.

Tuttavia, devo ammettere che passeggiando  lungo la spiaggia adiacente a queste imponenti strutture, sembra ancora di udire gli schiamazzi dei loro piccoli ospiti e respirare l’atmosfera del tempo che fu, da quella più nera di un periodo catastrofico a quella più gioiosa della rinascita di un paese.

Per questo motivo, durante una vacanza a Rimini non si possono non visitare quelli che son considerati veri e propri “resti archeologici del turismo balneare”.

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