Riminidamare

Rimini Romana.

Oggi voglio portarvi a spasso nel tempo proponendovi un percorso in una città di 2300 anni fa, ARIMINUM, dove ciò che rimane, unito ad un po’ di fantasia, può regalarvi un’esperienza indimenticabile.

Ma partiamo lì dove tutto ebbe inizio…

Nel  268 a.C. l’Impero Romano scelse Rimini come punto strategico per la conquista della Pianura Padana, dominata dai Galli, e come snodo centrale per i suoi traffici marittimi e commerciali. Seimila soldati giunsero alla foce del fiume Ariminus e diedero vita ad un centro urbano.

Oggi di quell’insediamento rimangono importanti monumenti e numerosi reperti archeologici che testimoniano la cultura di un’affascianate popolazione e la grandezza dei suoi antichi personaggi.

Partendo dalle mura dell’attuale centro storico, lì dove un tempo giungeva la via Flaminia, che collegava Roma al nord della penisola, sorge in tutta la sua maestosità l’Arco d’Augusto eretto nel 27 a.C. su volere del Senato per celebrare la figura di Ottaviano Augusto. L’Arco trionfale, il più antico di tutta Italia, rappresentava l’ingresso alla città di Ariminum ed è rimasto intatto nel tempo, l’unico pezzo mancante sembra essere sulla sua sommità, dove una statua dell’imperatore su di una quadriga in bronzo dorato simboleggiava la sua supremazia (sostituita dalla merlatura, forse, a seguito del suo crollo nel corso dei terremoti medievali).

Costeggiando le mura della città si giunge a quello che un tempo era l’Anfiteatro Romano, costruito nel II sec. d.C., a cui purtroppo le bombe dei due conflitti mondiali non hanno lasciato scampo. Tuttavia una passeggiata tra ciò che ne rimane lascia immaginare gli scontri sanguinari tra animali feroci e coraggiosi gladiatori, che qui dimostravano il loro valore e offrivano spettacolari combattimenti.

Ritornando all’Arco e percorrendo il corso d’Augusto, ovvero uno dei viali principali dell’antica città, il DECUMANO, si giunge al FORO, ovvero all’attuale piazza Ferrari, dove si incrocia l’altro viale di Ariminum, il CARDO (via IV Novembre). Qui, un cippo marmoreo indica il punto esatto in cui Cesare parlò alle sue truppe prima di marciare su Roma nel 49 a.C.

Riprendendo il DECUMANO in direzione nord, fino a raggiungere un’altra pietra miliare dell’architettura romana, il Ponte di Tiberio, che come ho accennato nel precedente post, da quest’anno e per ben 7 anni sarà il protagonista di una lunga celebrazione in occasione del suo bimillinario. Si avete capito bene, questo ponte, che tuttora viene utilizzato per la viabilità cittadina, ha superato secoli di storia e gli enormi blocchi in pietra d’Istria che compongono le sue arcate continuano a sopportare l’inesorabile scorrere del tempo, è forse per questo che tutti lo chiamano il “Ponte del Diavolo”? Chissà, comunque l’unica cosa certa è che Augusto volle la sua costruzione nel 14 d.C. e il ponte venne ultimato solo dopo 7 anni, 21 d.C. sotto il dominio di Tiberio, da cui prese il nome.

Infine, recandosi in Piazza Ferrari, si può visitare quella che fu la Domus di un vero e proprio medico chirurgo romano del III secolo d.C., Eutyches e il Museo della Città, per assaporare gli usi e costumi di questa antica civiltà e fantasticare tra importanti reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi degli anni ’90.

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